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GIOIELLI CONCERTUALI- IL MONILE CHE SI DECANTA

I MONILI di MOLBY

 

I monili di F. Lucatelli in arte Molby nascono da un racconto interiore, si generano da antiche filastrocche tramandate e ognuno di essi racchiude un significato, un elemento della natura o un messaggio che ci ricorda da dove veniamo e dove siamo diretti.

La sua ispirazione si riproduce in una folla di forme-concetto, personaggi o simboli , ognuno con una vita propria. 

Partendo dall’intrinseca bellezza di una pietra naturale l’artista ne valorizza la forma attraverso una  ramificazione di metallo e  la fa diventare “oggetto da indossare”, una ricerca formale mai banale che diviene spunto di riflessione.

Dove invece la curiosità gioca con le idee, l’artista crea oggetti-gioello che racchiudono un messaggio evocativo. Vorrei chiamare queste creazioni  “monili da compagnia”. Sono frutto di quell’incessante narrazione interiore di cui all’inizio, dove echeggiano archetipi e concetti introspettivi fortemente connessi alla storia dell’uomo, inseparabile dalla natura come anche dai sentimenti.  Piccole sculture che nascondono talvolta microcosmi impensabili.

 

Francesco non ama rivelarsi e rivelare subito il suo racconto, proprio perché di radice molto profonda.  Emerge prima il lavoro dell’artigiano dei metalli più o meno nobili, trattati con la mano dell’orafo, del fabbro e del sarto insieme, con attrezzi semplici, magari arcaici, con i quali, la sua manualità talvolta ruvida di scultore, inserisce particolari minuti, accenna intuizioni sottili e sommesse; un richiamo solo per coloro che sono curiosi, che hanno orecchie per ascoltare il loro piccolo racconto.

Sono forme spesso chiuse, scrigni con piccole cerniere e ganci che si aprono con uno scatto mostrando sorprese cariche di significati che provocano un tenero stupore.

Altrimenti sono forme diverse dove il metallo si piega, si increspa, si spezza o si distende in superfici simboliche evocatrici di natura e sentimenti, ove su qualche crepa, fessura o cesura, succede qualcosa, si aggrappano piccole figure o naviga una piccola barchetta di disperati.  Oppure nicchie come ventri che celano sempre un messaggio, o ancora elementi apribili che mostrano un sentiero di speranza. 

Oggetti con un’anima attraverso i quali l’autore porge con gesto silenzioso tutto il suo ricco mondo interiore, dove si affollano emozioni e sfide, certezze e paure, la sapienza popolare e la memoria antica.

Un mondo lillipuziano di creature che si muovono nel magma della vita dove mostrano la fatica di vivere, il piacere della scoperta, il dono della sorpresa ed il gioco del bambino.

 

ROMA  aprile 2018                                                                            Valentina Bachini

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